Iran Human Rights, 12 maggio. Un uomo condannato da un tribunale di Teheran sarà accecato con l’acido, secondo l’applicazione della qesas, la legge del taglione in vigore in Iran. La punizione sarà inflitta sabato 14 maggio.
Stando a quanto riportano i media iraniani, Majid Movahedi è stato condannato alla cecità a entrambi gli occhi, dopo che lui stesso, nel 2004, aveva accecato Ameneh Bahrami, la donna che aveva rifiutato la sua proposta di matrimonio. L’uomo verrà punito sabato, nell’ospedale Dadgostary di Teheran. A quanto si apprende dalle notizie che arrivano dall’Iran, sarà proprio Ameneh a versare l’acido sugli occhi di Majid e, nel caso in cui la donna si rifiutasse di farlo, saranno gli specialisti a portare a termine la punizione.
La sentenza di condanna è stata emessa nel novembre del 2008 da un tribunale della capitale iraniana. Il verdetto - “cecità a entrambi gli occhi” - descrive nel dettaglio la punizione: versare 10 gocce di acido solforico su entrambi gli occhi.
La sentenza è stata approvata dalla Corte Suprema Iraniana nel febbraio del 2009.
Mahmood Amiry-Moghaddam, portavoce di Iran Human Rights, ha condannato duramente quella che lui stesso ha definito “una punizione barbara e grottesca”. “La comunità internazionale - ha aggiunto Amiry-Moghaddam - non deve permettere punizioni simili. I leader del regime iraniano dovrebbero essere ritenuti responsabili per la barbara e grottesca punizione del lancio di acido sugli occhi di Majid. Lasciando che sia Ameneh a eseguire la sentenza, le autorità iraniane vogliono addossare la colpa di questo atto inumano alla donna”, conclude il portavoce di Iran Human Rights.
Mahmood Amiry-Moghaddam ha chiesto ai medici di rifiutarsi di prendere parte a questa barbara punizione e ha aggiunto che, infliggendo la punizione, verrebbero meno al loro giuramento professionale.
Commentando le leggi discriminatorie nei confronti delle donne in Iran, il portavoce di Hrw ha dichiarato: “Essendo donna, Ameneh è anche vittima della politica di apartheid di genere propria del regime iraniano. Le autorità di Teheran incoraggiano la violenza contro le donne. Secondo le leggi iraniane, una donna che non si copre in maniera appropriata può essere punita con più di 74 frustate, quindi le autorità sono anche responsabili della crescente violenza contro le donne nella società iraniana, come nel caso di Ameneh”.
LA NORVEGIA CONDANNA LA PUNIZIONE
Gry Larsen, segretario di Stato norvegese, ha dichiarato: "Accecare con l’acido è una punizione crudele non degna di una società civilizzata."
"Questo metodo punitivo - continua la Larsen - è chiaramente una violazione degli obblighi internazionali dell’Iran, inclusa la messa al bando della tortura. Il fatto che sia la vittima stessa a infliggere la punizione viola il principio che a perseguire i crimini debba essere lo Stato. Anche i medici che presenziano alla punizione sono una chiara violazione dei principi etici della medicina.
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"Chiediamo con forza all’Iran di fermare queste pratiche inumane", ha concluso il segretario di Stato norvegese Larsen
I fatti:
Majid Movahedi è stato condannato per aver versato dell’acido sulla faccia di Ameneh Bahrami (27 anni), una ragazza che presumibilmente Majid avrebbe voluto sposare. Il reato è stato commesso nel 2004.
A causa delle lesioni riportate, Ameneh è diventata cieca a un occhio e ha perso gran parte della vista all’altro occhio. Ameneh ha subito diversi interventi chirurgici alla faccia e agli occhi.
Nel 2008, un tribunale di Teheran ha condannato Majidi secondo la legge dell’occhio per occhio. La punizione consisteva nella cecità totale, oltre a un risarcimento economico per Ameneh.
La Corte Suprema Iraniana ha dato il via libera alla sentenza nel febbraio 2009. Stando al verdetto del tribunale, 10 gocce di acido solforico sarebbero state versate su entrambi gli occhi di Majid.
La punizione sarà inflitta sabato 14 maggio.
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